
mercoledì 16 giugno 2010
"Houston, we've had a problem here"

lunedì 14 giugno 2010
Il bipolarismo perfetto

lunedì 7 giugno 2010
Una onesta carriera criminale
Parti dal basso, perchè hai fatto qualche errore e sei appena uscito dal gabbio. Cerchi di riscoprire i tuoi legami familiari, la madre passata a miglior vita, che ti ha anche dato il cognome perchè il padre vallo a trovare. Just gangsta life. Quella è stata divertente. Solo che la tua ascesa ha destato più d'un sospetto, e anche se ti sei opposto al desiderio della figlia del capo di farlo saltare in aria, ormai lì non respiri più bene. Ti serve un altro posto, un'altra idea di business. La trovi, perchè nei quartieri bene ci sono molte cose da fare. Sostituirti alla bodyguard del trafficante che sta per arrivare all'aereoporto, e accompagnarlo dove non si aspetta (tanto non la racconterà). Fare un simpatico shoot'em up con quei tizi sopra la nave che proprio non vogliono farti piazzare quella carichetta di esplosivo. Rinchiudere quei due o tre cadaveri dentro al baule del suv, per poi portarlo sotto la pressa per una soluzione pacifica di una divergenza commerciale. Buttare fuori strada chi fa attacchinaggio per il candidato antipatico, accompagnare la donna dal boss che si sta annoiando, stoccare quei simpatici residuati bellici che possono tornare utili casomai la pioggia di branzini non abbia chiarito chi comanda. Insomma comincia ad essere faticoso. Per fortuna che se sei stanco ogni tanto fai salire qualche bella chica a bordo, ti apparti e metti a dura prova gli ammortizzatori del veicolo (prezzi modici, siamo in un paese civile).
venerdì 4 giugno 2010
De Idraulica Domestica (Sartre vs. "la soluzione A")

giovedì 3 giugno 2010
La gita in provincia (Ispa does London...)
lunedì 31 maggio 2010
Who needs enemies.../4
In basso, diligentemente, sulla sinistra il timbro della USL, sulla destra quello del comune, fatti disegnando le matrici su una patata tagliata a metà.
giovedì 27 maggio 2010
Passeggiata istruttiva

Come noto, le conclusioni della commissione Warren stabilirono che Lee Harvey Oswald sparò dall'ultimo piano della biblioteca pubblica (angolo Elm Street - Dealey Plaza) tre colpi in un massimo di sette secondi, il terzo decisivo, il secondo un po' strano (la teoria della pallottola magica, perorata dall'avvocato Arlen Specter, che ultimamente da senatore s'è occupato dello spygate dei Patriots. Strano che ne siano usciti profumati come rose...). Quello che può essere interessante è una semplice constatazione di un po' di evidenze. Proprio per eliminare equivoci, non intendo discutere delle tesi di complotto di Jim Garrison in JFK, che peraltro non riscuotono consensi unanimi, anzi.
L'unico dato di fatto da cui non recedo è la validità del filmato di Abraham Zapruder.
Il filmato mostra in vari momenti una successione di sei o sette spari, tra cui uno completamente a vuoto, uno che centra il governatore Connally alle spalle (che potrebbe anche essere compatibile con la posizione assegnata a Oswald), uno che fa portare a Kennedy le mani alla gola e quello decisivo, che fa esplodere il volto del presidente dal davanti, spostando la testa all'indietro. Incompatibile con la posizione di Oswald anche alla luce del fatto che costui avrebbe usato un fucile scadente e avrebbe dovuto espellere i bossoli a mano. E quello decisivo sarebbe stato l'ultimo colpo.

La foto sopra è scattata approssimativamente con una angolazione, se non una distanza, simile a quella da cui Zapruder stava girando il suo filmino. Il gruppo di turisti si trova nel punto in cui la limousine presidenziale era al momento dello sparo decisivo (c'è una piccola mattonella illustrativa sul marciapiede). Nella foto sotto viene presentata una posizione pressochè ideale per un tiratore per il colpo frontale, quello mortale. Defilato, dietro una recinzione ove potersi accovacciare, coperto da un po' di vegetazione. Posizione perfetta, possibilità di sparare anche più di un colpo perchè l'auto, procedendo a bassa velocità, non avrebbe di molto variato l'angolazione fra bersaglio e tiratore. Alle spalle di quasi tutti gli spettatori, quindi una via di uscita ragionevolmente defilata e comoda.
Quello che ho raccontato qui è nulla più che una opinione personale. Due ore spese in duecento metri di strada, a cercare di farmi un'idea su uno dei fatti più discussi e sviscerati della storia recente. Non mi interessa capire se le conclusioni della commissione Warren intendessero coprire chi e cosa, ma l'idea che uno ricava semplicemente osservando la crime scene stride con la verità ufficiale.
Un piccolo appunto a Oliver Stone... due cospiratori non sono molto credibili... Joe Pesci nel ruolo di David Ferrie se la cava anche bene, ma uno degli anticastristi cubani, francamente poco riconoscibile, è nientemeno che Tomas Milian :-)